Disturbi d’ansia

Disturbi d’ansia

L’ansia è un’emozione che percepiamo quando temiamo di essere esposti ad un pericolo reale o anche solo immaginato.

C’è una relazione significativa, come si può osservare dal grafico sottostante, tra livelli moderati di ansia e prestazione ottimale, ovvero le nostre performances migliorano in corrispondenza di un livello di ansia moderato, mentre, nel momento in cui il nostro livello di arousal (attivazione fisiologica) aumenta ancora, le nostre prestazioni subiscono un calo drastico e possiamo sviluppare vari disturbi ansiosi, fino ad arrivare ad uno stato di panico o burnout.

Ansia come meccanismo di risposta

In situazioni di pericolo o minaccia reale il nostro corpo si attiva automaticamente, secondo un meccanismo di risposta evolutivo, attraverso una reazione di attacco, fuga o freezing (congelamento/ immobilità) che ci favorisce la sopravvivenza. 

I problemi sorgono quando il carico di ansia diventa eccessivo. 

Il panico è un esempio di ansia o paura troppo elevata che possiamo provare in circostanze assolutamente innocue per la maggior parte delle persone.
Ad esempio mentre guidiamo la macchina improvvisamente possiamo avvertire un senso di vertigine, sentire i battiti del cuore accelerati, cominciare a sudare, a respirare molto velocemente. Tutti questi sono i segni fisiologici dell’ansia, ovvero le reazioni del nostro corpo di fronte ad un pericolo, che ci preparano, liberando in circolo livelli discreti di adrenalina, in caso di reale minaccia, alla fuga, all’attacco o al freezing. 

Percepire i segni dell’ansia senza capirne il significato è di per se allarmante, per questo spesso possono permanere a lungo e rinforzare il timore di percepirli di nuovo.
Spesso interpretiamo male questi segni ed iniziamo a fare pensieri catastrofici, che possa realmente accaderci qualcosa di irreparabile mentre le condizioni esterne non sono affatto pericolose. L’ansia è un campanello d’allarme che il nostro corpo ci manda quando stiamo affrontando periodi molto stressanti nella nostra vita, grandi cambiamenti o difficoltà che richiedono grandi capacità di adattamento.
Purtroppo nella reazione di panico non riusciamo a concentrarci su questi motivi ed i nostri pensieri, emozioni e reazioni fisiologiche si auto-rinforzano a vicenda in un circolo vizioso che da luogo a comportamenti evitanti mantenendo alti i livelli di attivazione fisiologica. 

Comprendere i segnali d’ansia

L’intervento psicoterapeutico cognitivo è particolarmente indicato nei disturbi d’ansia, focalizzandosi sui significati personali sottostanti.
Come tutte le altre emozioni, anche l’ansia parla di noi e della nostra vita: è possibile infatti comprendere come questi segnali non siano pericolosi, ma invece portatori di significati importanti. È necessario quindi ascoltarli ed integrarli col resto delle nostre esperienze quotidiane.

Di fondamentale importanza diviene individuare i pensieri catastrofici associati alle situazioni più forti d’ansia ed affrontare gradualmente le situazioni temute, in cui si crede si possa riattivare uno stato di panico, per acquisire sempre più fiducia in noi stessi.
Tra i disturbi d’ansia più comuni troviamo:  

  • il disturbo d’ansia sociale;
  • la fobia semplice;
  • il disturbo d’ansia generalizzata;
  • l’ansia da prestazione;
  • l’ansia da separazione (in età evolutiva);
  • l’attacco di panico.

L’ansia è un’emozione che percepiamo quando temiamo di essere esposti ad un pericolo reale o anche solo immaginato.

C’è una relazione significativa, come si può osservare dal grafico sottostante, tra livelli moderati di ansia e prestazione ottimale, ovvero le nostre performances migliorano in corrispondenza di un livello di ansia moderato, mentre, nel momento in cui il nostro livello di arousal (attivazione fisiologica) aumenta ancora, le nostre prestazioni subiscono un calo drastico e possiamo sviluppare vari disturbi ansiosi, fino ad arrivare ad uno stato di panico o burnout.

Ansia come meccanismo di risposta

In situazioni di pericolo o minaccia reale il nostro corpo si attiva automaticamente, secondo un meccanismo di risposta evolutivo, attraverso una reazione di attacco, fuga o freezing (congelamento/ immobilità) che ci favorisce la sopravvivenza. 

I problemi sorgono quando il carico di ansia diventa eccessivo. 

Il panico è un esempio di ansia o paura troppo elevata che possiamo provare in circostanze assolutamente innocue per la maggior parte delle persone.
Ad esempio mentre guidiamo la macchina improvvisamente possiamo avvertire un senso di vertigine, sentire i battiti del cuore accelerati, cominciare a sudare, a respirare molto velocemente. Tutti questi sono i segni fisiologici dell’ansia, ovvero le reazioni del nostro corpo di fronte ad un pericolo, che ci preparano, liberando in circolo livelli discreti di adrenalina, in caso di reale minaccia, alla fuga, all’attacco o al freezing. 

Percepire i segni dell’ansia senza capirne il significato è di per se allarmante, per questo spesso possono permanere a lungo e rinforzare il timore di percepirli di nuovo.
Spesso interpretiamo male questi segni ed iniziamo a fare pensieri catastrofici, che possa realmente accaderci qualcosa di irreparabile mentre le condizioni esterne non sono affatto pericolose. L’ansia è un campanello d’allarme che il nostro corpo ci manda quando stiamo affrontando periodi molto stressanti nella nostra vita, grandi cambiamenti o difficoltà che richiedono grandi capacità di adattamento.
Purtroppo nella reazione di panico non riusciamo a concentrarci su questi motivi ed i nostri pensieri, emozioni e reazioni fisiologiche si auto-rinforzano a vicenda in un circolo vizioso che da luogo a comportamenti evitanti mantenendo alti i livelli di attivazione fisiologica. 

Comprendere i segnali d’ansia

L’intervento psicoterapeutico cognitivo è particolarmente indicato nei disturbi d’ansia, focalizzandosi sui significati personali sottostanti.
Come tutte le altre emozioni, anche l’ansia parla di noi e della nostra vita: è possibile infatti comprendere come questi segnali non siano pericolosi, ma invece portatori di significati importanti. È necessario quindi ascoltarli ed integrarli col resto delle nostre esperienze quotidiane.

Di fondamentale importanza diviene individuare i pensieri catastrofici associati alle situazioni più forti d’ansia ed affrontare gradualmente le situazioni temute, in cui si crede si possa riattivare uno stato di panico, per acquisire sempre più fiducia in noi stessi.
Tra i disturbi d’ansia più comuni troviamo:  

  • il disturbo d’ansia sociale;
  • la fobia semplice;
  • il disturbo d’ansia generalizzata;
  • l’ansia da prestazione;
  • l’ansia da separazione (in età evolutiva);
  • l’attacco di panico.

Dott.ssa Daniela Bellucci – Isc. Albo Psicologi E.R. n. 4611 del 21-04-2006 –  P.IVA 03719570362 – © 2020 Enfold by Kriesi – designed by Asia Bergamini